Elvira Coda Notari, la prima regista donna della storia del cinema italiano.

Nata a Salerno, il 10 febbraio 1875, Elvira Notari fu la prima e la più prolifica autrice, regista e produttrice cinematografica, con oltre 60 lungometraggi e centinaia di cortometraggi, di cui solo alcuni sopravvissuti e recuperati nel tempo. Nel 1902 iniziò la sua carriera lavorativa come modista, mestiere che le fu molto utile successivamente sui set cinematografici.

A seguito dell’incontro con il marito pittore Nicola Notari e la nascita dei loro tre figli, nel 1906 fondarono insieme la storica Dora Film, che consentì una produzione e diffusione autonoma delle proprie opere, caratterizzate dal forte legame con Napoli e con le storie ispirate agli archetipi della cultura popolare. Le riprese dal vero, realizzate per strada, contribuirono a rendere il suo cinema un’anticipazione della corrente neorealista italiana.

Attraverso le sue opere, Elvira Notari offrì uno sguardo unico sulla vita e sui vicoli di Napoli, mostrando vedute sorprendentemente simili a quelle attuali. Queste rappresentazioni restituiscono l’immagine di una città che, nonostante i rapidi progressi tecnologici, ha mantenuto un’identità autonoma e forte. Le cronache dell’epoca attribuivano tuttavia il successo della Dora Film al marito Nicola e non al genio creativo di Elvira, che fu progressivamente dimenticata in un contesto ancora fortemente patriarcale.

Con l’avvento del regime fascista nel 1922 e l’obiettivo di centralizzare l’industria cinematografica a Roma, il cinema muto napoletano subì un colpo durissimo. Le sue storie passionali, realistiche e senza fini moralizzanti, popolate da personaggi femminili fuori dagli schemi, sensuali e insofferenti alle regole della società dominata, si scontravano con l’immaginario imposto dalla censura fascista.

Il cinema napoletano precipitò così in una crisi profonda. Molte case di produzione chiusero, ma la Dora Film trovò un’insperata salvezza nella distribuzione negli Stati Uniti, dove le sue opere furono accolte con entusiasmo, in particolare nelle comunità di emigrati italiani, come nella Little Italy di New York.

Elvira lasciò Napoli per ritirarsi a Cava dei Tirreni, dove visse con la famiglia allo scoppio della guerra mondiale. Morì nel 1946, all’età di 71 anni.